Gli USA multano Samsung per il Made in China

Gli USA multano Samsung per il Made in China

Errori di comunicazione sulle fabbriche impiegate nella produzione costano 2,3 milioni di dollari. L’azienda coreana decide di pagare per evitare un processo. Questione di sicurezza nazionale

 

Roma – Samsung ha raggiunto un accordo con il Dipartimento della Giustizia statunitense per archiviare le accuse legate al luogo di produzione dei suoi device ed a presunte false dichiarazione a tal proposito. Il procedimento era stato avviato nei suoi confronti in base al Trade Agreements Act (TAA) del 1979: questa normativa stabilisce priorità commerciali nei confronti di alcuni Paesi a cui gli USA riconoscono il commercio equo, ed attraverso la General Service Administration (GSA) raggiunge con i rispettivi produttori locali di beni e servizi simili accordi commerciali che qualsiasi agenzia federale può sfruttare per i suoi acquisti.

Essendo un contratto basato sulla provenienza geografica di un prodotto, il fornitore deve certificarne l’origine e garantire che i suoi rivenditori facciano lo stesso. Secondo le accuse ora mosse dalle autorità, proprio da questo punto di vista Samsung avrebbe commesso degli errori: pur promettendo di fornire solo device con i necessari requisiti, tra il gennaio 2005 e l’agosto 2013 avrebbe ceduto ai suoi rivenditori dispositivi con un paese d’origine non conforme a quelli previsti dai requisiti TAA.

In particolare i device di Samsung sarebbero dovuti essere stati prodotti in Corea o Messico, mentre al contrario provenivano dalla Cina. Così, l’ispettore generale dalle GSA è intervenuta sulla questione ritenendo “inaccettabile la vendita non autorizzata di dispositivi elettronici stranieri negli Stati Uniti”. La questione potrebbe avere anche implicazioni per la sicurezza, motivo per il quale la faccenda assume una certa rilevanza.

Per veder archiviare l’accusa di aver fornito false informazioni alle autorità, e chiudere il caso prima che assumesse le forme di un vero e proprio processo, Samsung ha deciso di pagare 2,3 milioni di dollari.

Falla zero day nelle app iOS, chiamate senza controllo

iOS permette alle applicazioni di avviare chiamate senza controllo, e questo potrebbe costarci caro.

 

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Gli iPhone sono vulnerabili a un attacco che potrebbe farci spendere un capitale in bolletta telefonica. I ricercatori Andrei Neculaesei e Guillaume K. Ross hanno infatti scoperto che la maggior parte delle applicazioni permette l’avvio di chiamate senza verifica da parte del proprietario.

In sintesi è sufficiente che un link creato ad arte raggiunga il telefono tramite un’applicazione non sicura e la chiamata si avvia immediatamente. Nell’esempio di Neculaesei il collegamento viene spedito a Facebook Messenger e il trucco funziona.

 

In teoria non dovrebbe succedere: da documentazione Apple dovrebbe essere il proprietario del telefono ad autorizzare la chiamata, dopo aver ricevuto una notifica. Il sistema operativo e molte applicazioni di Apple seguono questa regola, e infatti con Safari la notifica compare.

Ma con altre applicazioni no: Facebook, Gmail, Google+ e altre espongono tutte a questo tipo di problema. E non basta dire “i click non li clicco” perché almeno in alcuni casi possono cliccarsi da soli, con del codice javascript relativamente semplice. E anche quando ciò non è possibile si può fare in modo che il click sia accidentale – come capita spesso a chi usa uno smartphone.

Qual è il pericolo? Che la chiamata si indirizzata a numeri speciali che ci costeranno una fortuna. L’attaccante che ha creato l’attacco prenderà una percentuale del salasso, ma la vittima potrebbe trovarsi una bruttissima sorpresa in bolletta.

Basterebbe creare un numero che costa dieci euro di scatto alla risposta, per esempio. In alternativa si potrebbe usare un software per identificare il numero di telefono chiamante – e poi usarlo per un furto d’identità. Ci sono altre possibili applicazioni per questa falla (vedi video), che in generale sfruttano in modo malevolo le interazioni automatiche tra applicazioni – come la creazione di una sveglia o un evento in calendario, o anche creare follow e post automatici su Twitter. Anche Facetime di Apple ha una falla simile, che permette di avviare una falsa chiamata e sottrarre la fotografia della vittima.

A chi dare la colpa? Un po’ a tutti probabilmente: gli sviluppatori non hanno seguito le linee guida di Apple e quindi le app possono avviare chiamate non autorizzate, ma d’altra Apple ha lasciato loro questa possibilità. Di primo acchito verrebbe spontaneo attribuire la responsabilità all’azienda di Cupertino, perché avremmo preferito che la notifica fosse obbligatoria e non opzionale. Ma forse non sarebbe del tutto corretto accusare solo Apple. In ogni caso, speriamo che presto arrivino aggiornamenti che risolvano questo fastidioso problema.

 

Prestigio MultiPhone 7500

BASIC INFORMATION
Article PAP7500WHITE32GB
Vendor PRESTIGIO
DISPLAY
Display Size 5″ | 12.7 cm
Display Resolution 1920×1080
Display Technology IPS
Display Features OGS with full lamination technology
PROCESSOR
CPU MediaTek MT6589T
CPU Internal Clock Rate 1.50 GHz
CPU Core Quantity 4
GPU PowerVR SGX544
MEMORY*
Internal Memory Size 32 GB
Installed RAM Storage Capacity 2 GB
Supported Flash Card No
SOFTWARE
Platform Android
Operating System Version Android 4.2
CAMERA
Camera Resolution 13 Mpixel
Photo Resolution 13M(4256×3016)
Video Play 1920×1080
Video Record 1280×720
Camera Features Autofocus, BSI sensor, LED Flash Light
Flash Yes
Front Camera 8.0 Mpixel
INTERFACES
Bluetooth Yes
Wi-Fi IEEE 802.11b/g/n
Data Interface Micro USB
Audio 3.5mm mini-jack
NFC Yes
NETWORK
Protocols 3G
GPS A-GPS, GPS
MULTIMEDIA
FM Yes
Supported Multimedia Audio Playback, Games, Picture, Video Playback, eBook
MISCELLANEOUS
Construction Monoblock
External Colour White
Sensors G-Sensor, Gyroscope, E-Compass
Included Accessories Earphones, Power Adapter, Quick Guide, Stylus Back Case, USB Cable, Warranty Card
Package Type Box
DIMENSIONS & WEIGHT DEVICE
Height 144 mm
Width 70.5 mm
Depth 9.9 mm
Weight (with battery) 146 g
BATTERY**
Battery Capacity 2300 mAh
Battery Technology Lithium Polymer
Talk Time 4,5 h
Standby Time 120 h
Video Playback Time 5 Hours
Audio Playback Time 10 h
Internet Surfing 5 Hours
WARRANTY
Warranty Products Returnable Yes
Warranty Term (month) 24 month(s)
Warranty Validation Criteria Serial Number

Samsung’s new 1TB SSD is based on latest 3D technology | Storage – InfoWorld

Samsung's new 1TB SSD is based on latest 3D technology | Storage - InfoWorldSamsung’s new 1TB SSD is based on latest 3D technology | Storage – InfoWorld.

Samsung has raised the stakes in flash storage with a new 1TB solid-state drive based on its newest memory technology.

The SSD is targeted at high-end PCs, and the drive is based on Samsung’s second generation V-NAND technology, in which storage chips are stacked vertically. Samsung also announced 128GB, 256GB, and 512GB capacity SSDs.

GRID: Autosport, requisiti PC a portata di tutte le tasche – Tom’s Hardware

A pochi giorni di distanza dall’annuncio ufficiale di GRID: Autosport arrivano i requisiti di sistema della versione PC di questo nuovo gioco di guida di Codemasters. Basta una rapida occhiata per capire che le richieste non sono particolarmente esose. Una buona notizia per chi non ha intenzione di aggiornare la propria configurazione.

 

viaGRID: Autosport, requisiti PC a portata di tutte le tasche – Tom’s Hardware.

Internet è insicuro: covert redirect affligge quasi tutti i siti – Tom’s Hardware

Internet è insicuro: covert redirect affligge quasi tutti i siti – Tom’s Hardware.

Il software open source ha reso possibile la creazione di siti web di altissima qualità a grandi compagnie, ma anche a piccole aziende e per questo gode della nostra stima incondizionata. Ultimamente, però, stanno venendo al pettine alcuni nodi che rischiano di minarne la reputazione.

Dopo il disastro di Heartbleed, il bug che ha reso vulnerabili i due terzi dei server web collegati alla Rete, è il turno del “covert redirect” (reindirizzamento silente), un problema scoperto dal ricercatore Jing Wang e al quale sono sono soggetti moltissimi siti che usano OAuth e OpenID per loggare i propri utenti.

Proprio come successo con Heartbleed, tra i  “moltissimi siti” di cui sopra figurano grandi nomi del Web: da Google a Linkedin, passando per Facebook e Yahoo (che sembra proprio non mancare mai), stavolta si trovano tra i siti vulnerabili anche quelli di Microsoft, che da Heartbleed non erano stati toccati.

PI: Android, class action contro Google

Nuova causa legale intentata da utenti e produttori contro Mountain View. Responsabile (a dire dell’accusa) di abuso di posizione dominante negli accordi per l’uso di Android sui terminali mobile

Roma – Una class action avviata da due utenti e alcuni produttori di terminali Android chiama ancora una volta Google sul banco degli imputati, con l’accusa di infrazione delle leggi antitrust e abuso della sua posizione dominante a tutto svantaggio della concorrenza non allineata.

viaPI: Android, class action contro Google.

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